No, non è una nuova versione di "Compramiiii, io sono in venditaaa" ma è semplicemente l'inizio del sospirato periodo di saldi. Donne di tutto il mondo, unitevi: a suon di gomitate, ascelle pezzate e code per i camerini.
Sono queste le cose che ci rendono uguali, da Sondrio a Reggio Calabria. Che poi, diciamocelo, la maggior parte di noi compra cose non in saldo, perchè quelle in saldo di solito fanno cagarissimo perchè è rimasto solo il top color vomito e il pantalone con fantasia di pan di stelle.
Ma, che ve lo dico a fà, allo scattare dell'ora x, volenti o nolenti, ci ritroviamo perse nel marasma dei saldi. Oltre ai negozietti piccoli, fidati, dove si può trovare l'occasione della vita, le mete più ambite sono loro: H&M, Zara, Bershka. Dove lo stordimento è direttamente proporzionale alla grandezza del negozio. Le versioni del negozio possono essere due, in questo periodo. Una è aria condizionata munita, di solito con un'escursione termica di 25 gradi. Fuori equatore e dentro polo nord. Che torni a casa con l'affare della vita e due tonsille così. L'altra è invece non munita di refrigeramento, e la temperatura tende a superare quella esterna di tre o quattro gradi. Volete mettere i respiri affannati di decine di donne scalmanate e le loro ascelle messe insieme? Quindi a questo punto meglio andare sul sicuro con la prima versione.
Poi, c'è la versione di donna: quella che parte di casa con l'animo pacifico, placido come quella di una mucca che rumina nel prato, con l'idea di rassegnazione universale: non troverò mai nulla ma un giro per dare una svolta alla giornata lo faccio comunque. La si riconosce facilmente: vaga tra gli scaffali trascinando i piedi, dando manate svogliate ai capi, roteando gli occhi e sbuffando vistosamente. Questa è la versione meno pericolosa, il tempo di permanenza in un negozio va dai 10 secondi ai 5 minuti. Chi bisogna invece temere è la versione invasata del saldami-lifestyle: chi, con puntualità feroce, si ritrova davanti al negozio, la scarpa comoda, la canottiera stretch da combattimento e la tracolla, si guadagna la pole position. Sgomita, sorpassa, ruba. Sarebbe capace di strappare un top di lurex anche ad una bambina di sei anni. Calcola impietosamente gli sconti, i 3x2, le promozioni ed è il tipo di donna che entra in camerino con 40 capi e ne riemerge dopo tre o quattro ore, che tu inizi a pensare che sia un highlander.
Ma il bello, donne, il bello è lo shopping con l'Uomo. Che il saldami-pensiero non lo vede nemmeno col binocolo. L'uomo, in quanto essere semplice (vi giuro, non c'è essere più semplice, nemmeno quelli monocellulari. ) non concepisce la corsa all'ultimo minuto per rubare la zeppa leopardata alla milf di turno. Non concepisce la soddisfazione di aver trovato il vestito della vita scontato del 60%. Non comprendendo il punto focale, compra solo a prezzo pieno, quando il negozio è vuoto e possibilmente senza nessuna commessa che stia lì a mettergli pressione. Compra mediamente due o tre volte all'anno, solo perchè a dicembre si è reso conto che il maglione preferito è talmente liso sul gomito che si confonde con l'hobo vicino a Stazione Centrale. Prova mille maglioni, per trovare quello adatto, ti straccia l'anima perchè nessuno mai al mondo andrà bene, l'operazione di acquisto dura da due tre giorni ad una settimana intera, e alla fine tu vorresti contattare lo stilista in persona per mettere fine a questa sofferenza, mentre lui ne compra finalmente uno, minacciato da te di morte, ma non molto convinto. Fine. Insomma, anche se in una settimana di inferno, l'acquisto dell'Uomo si conclude. E per mesi si può vivere in pace. Almeno finchè non arrivano i saldi.
E lo si trascina da Zara.
Ecco, l'Uomo medio si immagina il momento esatto dopo la morte come un'enorme Zara nel periodo dei saldi estivi. Un infinito susseguirsi di commesse, camerini, ascelle, gridolini di approvazione e paillettes. Quindi immaginatevi la sua felicità alla vostra domanda: "Amore, mi accompagni a fare un giro nei saldi?" Roba che nemmeno i cani quando c'è un temporale, che vanno a nascondersi tremanti sotto il letto. Alcuni, stremati, dicono di sì. L'Uomo medio durante il saldo lo riconosci subito: vaga senza meta, l'occhio vuoto da condannato a morte che sa cosa lo aspetta, la maglietta un pò pezzata, il passo strascicato. Segue la compagna a pochi passi di distanza, ma poi si distrae un attimo e si perde. E allora comincia a rigirarsi a destra e a manca, boccheggiando, indeciso se fuggire o mettersi a piangere in un angolo. Se riesce a rimanere al passo funge da appendiabiti, perchè noi gli molliamo in mano tutto quello che abbiamo intenzione di provare. Nell'ordine: un paio di infradito, una zeppa blu cobalto, un tubino, due o tre giacchettini, tre costumi, un paio di pantaloni, una canottiera ma in tre taglie, un blazer ( attento non stropicciarlo ) e un vestito da spiaggia. Tocca poi alla coda dal camerino. Che ancora ancora, ricorda quella della posta, che in quel momento è anche allettante. Ma il momento clou è la prova: perchè bisogna avere anche un minimo di reattività, altrimenti NOI, noi rompi cazzo, non siamo soddisfatte. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica, sempre e comunque "Sei stupenda, compralo. Urla di essere indossato da te. E' uno spreco lasciarlo qui" Cioè praticamente un amico gay. Ma in mancanza, supponiamo che il compagno possa svolgere la stessa mansione. Errore madornale. Il compagno può, nell'ordine: annuire muto, annuire producendo un "uhm mmm" indistinto, dirti "carino", azzardare un "insomma, ne hai diecimila.." oppure ucciderti con un "ti segna un pò lì " (mi è capitato, lo giuro). Alchè tu compri tutto lo stesso, ma hai ancora quel piccolo fastidio di non aver avuto nessuno che ti dicesse "Sei splendida, la regina del camerino. Superba", e torni a casa con i sacchetti pieni ma l'amor proprio un pò spiegazzato.
Donne, ascoltatemi, lasciate a casa i compagni e trovatevi un Enzo Miccio. Vedrete come cambia la musica.
Visualizzazione post con etichetta Uomini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Uomini. Mostra tutti i post
martedì 10 luglio 2012
venerdì 6 aprile 2012
Uomini che amano le donne
Partendo dal presupposto che ne ho sentite talmente tante che - giuro - potrei scriverci un best seller, gli uomini riescono sempre a sorprendermi. Passano da spietati sciupafemmine a teneri cuccioli abbandonati con l'occhi piegati all'ingiù. Che la delicata alchimia uomo-donna sia oggetto di misteri, indagini e ricerche dalla notte dei tempi è ormai chiaro e non sono certo io a spiegarlo, ma non riesco a farmi una ragione di una serie di avvenimenti a catena a cui mi capita spesso di assistere.
Dunque, è doverosa una sorta di classificazione dell'uomo-tipo, che nonostante rigidi criteri, potrà comunque essere un misto tra due o più categorie.
L'APPOGGIATORE
Non ditemi che non l'avete mai incontrato. Ho un amico che praticamente fa quello, di lavoro. Proprio non conoscete la categoria? Va bene, allora ve lo spiego. L'appoggiatore è una tipologia di uomo scaltro come un furetto (?) che in occasioni in cui la luce è soffusa o in ambienti molto affollati, con la nonchalance di un elefante e lo sguardo bovino si avvicina e ve lo appoggia. Si. Il luogo prediletto è la discoteca, luogo di ritrovo di sedicenni come di quarantenni ancora con la voglia di accalappiare qualche ragazzina. Insomma, passo felpato, tu senti una certa presenza oscura al di sopra di te e avanzi di qualche passo, ma lui per nulla intimidito insiste finchè con un abile movimento di anca dondola esattamente a mezzo millimetro dal tuo sedere. La cosa che davvero ora mi domando è: ma con qualcuna mai, ha funzionato? La conseguente questione è: ma a voi uomini, sembra davvero così arrapante? A noi sembra di avere la mano morta sul sedere in autobus. O il maniaco che dopo qualche minuto si apre l'impermeabile.
IL TOMBEUR DE FEMME
Di solito ha già passato i vent'anni da un pezzo, ma insiste sul fatto che lui di storie serie non ne vuole avere. Il libertino per eccellenza, ride e scherza additando povere coppiette ignare, lui mai si incatenerebbe così ad una misera donna. E' il Don Giovanni della situazione, quello in cui appena si sente parlare di un argomento che NON è: birra, pub, aperitivo sulla spiaggia, infradito e cinemino una volta al mese, fugge a gambe levate. Insomma, quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso. Lui è il cuore di pietra, che mai ci casca, che il sentimento è un'invenzione cinematografica. La parola con cui potresti descriverlo è "scialla". Nel gergo giovanile. Che tradotto in italiano corrente significa: appena devo mettermi in gioco, me la faccio sotto.
THE PUPPY
Ovvero: il cucciolo di cui sopra. Lui non cerca una compagna, una friend-with-benefits ogni tanto, una con cui leccare un cono gelato in riva al mare o da portare al cinema. Lui vuole la donna della vita. Ha vent'anni, ma vuole una storia d'amore come quella di Cenerentola, compresa di happy ending. Si immagina già con il capello brizzolato ad aiutarla a fare l'uncinetto, a posare la dentiera sul comodino la sera e a fare pranzi di famiglia la domenica. Si strugge, l'amore per lui dev'essere con la A maiuscola, pieno di per sempre e di lucchetti che anche Moccia avrebbe un conato. Spesso il puppy cade nella categoria qui sotto, ovvero..
LO ZERBINO
Detto Zerbi per gli amici, esiste sì, anche in versione maschile. Donne zerbino se ne vedono assai in giro, ma se guardiamo attentamente, di uomini Zerbi ne è pieno il mondo. Variante della categoria Puppy, lui non è solo un cucciolo sperduto in cerca d'amore, ma crescendo impara anche a portarti le pantofole e il giornale. E' sempre pronto a correrti intorno scodinzolando. Si chiede in continuazione come può rendersi utile, e di solito tu, la tu della situazione, te ne approfitti. Per un semplice gioco di logica. Se posso avere quello che voglio senza dover chiedere nè dare nulla in cambio, perchè non approfittarmene?
Quindi, te ne approfitti. Lo porti al club del libro, da Zara con una montagna di giacchettini in mano da farti provare, a prendere il gelato quando hai il ciclo e sei di cattivo umore. Lo lasci a casa con una ciotola di croccantini quando invece vuoi andare a ballare. E lui ci sta, attendendo il tuo ritorno per scodinzolare di nuovo.
L'INSEPARABILE
No, non da te. Dai suoi amici. Non ditemi che non è mai successo. Magari galoppano allegramente verso i quaranta, ma il giovedì sera è calcetto fisso, il venerdi sera è la serata playstation e rutto libero, il mercoledì e la domenica c'è la partita. Se poi mercoledì è il tuo compleanno, sei proprio sfigatissssima. Festeggerete giov..ah no, forse ven.. vabbè insomma, festeggerete sabato. Questa tipologia di uomo sarebbe in grado di rispondere ad un messaggio dell'amico pirla, con tanto di risatina, nel bel mezzo di un giro di lenzuola. E' quello che quando hai un problema e lo trovi concentrato per quei tre minuti ne approfitti parlandogliene, ma se chiama Ginetto per il pokerino del lunedì sera sei fregata. Insomma, più che un fidanzato ti sei guadagnata una barcata di figli adolescenti.
Ordunque, qui ci sono praticamente tutti gli uomini che avete incontrato nella vostra vita, me lo sento. Alcune volte pizzicano caratteristiche qua e là dalle diverse categorie, ma sempre loro sono.
Adorabili.
Dunque, è doverosa una sorta di classificazione dell'uomo-tipo, che nonostante rigidi criteri, potrà comunque essere un misto tra due o più categorie.
L'APPOGGIATORE
Non ditemi che non l'avete mai incontrato. Ho un amico che praticamente fa quello, di lavoro. Proprio non conoscete la categoria? Va bene, allora ve lo spiego. L'appoggiatore è una tipologia di uomo scaltro come un furetto (?) che in occasioni in cui la luce è soffusa o in ambienti molto affollati, con la nonchalance di un elefante e lo sguardo bovino si avvicina e ve lo appoggia. Si. Il luogo prediletto è la discoteca, luogo di ritrovo di sedicenni come di quarantenni ancora con la voglia di accalappiare qualche ragazzina. Insomma, passo felpato, tu senti una certa presenza oscura al di sopra di te e avanzi di qualche passo, ma lui per nulla intimidito insiste finchè con un abile movimento di anca dondola esattamente a mezzo millimetro dal tuo sedere. La cosa che davvero ora mi domando è: ma con qualcuna mai, ha funzionato? La conseguente questione è: ma a voi uomini, sembra davvero così arrapante? A noi sembra di avere la mano morta sul sedere in autobus. O il maniaco che dopo qualche minuto si apre l'impermeabile.
IL TOMBEUR DE FEMME
Di solito ha già passato i vent'anni da un pezzo, ma insiste sul fatto che lui di storie serie non ne vuole avere. Il libertino per eccellenza, ride e scherza additando povere coppiette ignare, lui mai si incatenerebbe così ad una misera donna. E' il Don Giovanni della situazione, quello in cui appena si sente parlare di un argomento che NON è: birra, pub, aperitivo sulla spiaggia, infradito e cinemino una volta al mese, fugge a gambe levate. Insomma, quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso. Lui è il cuore di pietra, che mai ci casca, che il sentimento è un'invenzione cinematografica. La parola con cui potresti descriverlo è "scialla". Nel gergo giovanile. Che tradotto in italiano corrente significa: appena devo mettermi in gioco, me la faccio sotto.
THE PUPPY
Ovvero: il cucciolo di cui sopra. Lui non cerca una compagna, una friend-with-benefits ogni tanto, una con cui leccare un cono gelato in riva al mare o da portare al cinema. Lui vuole la donna della vita. Ha vent'anni, ma vuole una storia d'amore come quella di Cenerentola, compresa di happy ending. Si immagina già con il capello brizzolato ad aiutarla a fare l'uncinetto, a posare la dentiera sul comodino la sera e a fare pranzi di famiglia la domenica. Si strugge, l'amore per lui dev'essere con la A maiuscola, pieno di per sempre e di lucchetti che anche Moccia avrebbe un conato. Spesso il puppy cade nella categoria qui sotto, ovvero..
LO ZERBINO
Detto Zerbi per gli amici, esiste sì, anche in versione maschile. Donne zerbino se ne vedono assai in giro, ma se guardiamo attentamente, di uomini Zerbi ne è pieno il mondo. Variante della categoria Puppy, lui non è solo un cucciolo sperduto in cerca d'amore, ma crescendo impara anche a portarti le pantofole e il giornale. E' sempre pronto a correrti intorno scodinzolando. Si chiede in continuazione come può rendersi utile, e di solito tu, la tu della situazione, te ne approfitti. Per un semplice gioco di logica. Se posso avere quello che voglio senza dover chiedere nè dare nulla in cambio, perchè non approfittarmene?
Quindi, te ne approfitti. Lo porti al club del libro, da Zara con una montagna di giacchettini in mano da farti provare, a prendere il gelato quando hai il ciclo e sei di cattivo umore. Lo lasci a casa con una ciotola di croccantini quando invece vuoi andare a ballare. E lui ci sta, attendendo il tuo ritorno per scodinzolare di nuovo.
L'INSEPARABILE
No, non da te. Dai suoi amici. Non ditemi che non è mai successo. Magari galoppano allegramente verso i quaranta, ma il giovedì sera è calcetto fisso, il venerdi sera è la serata playstation e rutto libero, il mercoledì e la domenica c'è la partita. Se poi mercoledì è il tuo compleanno, sei proprio sfigatissssima. Festeggerete giov..ah no, forse ven.. vabbè insomma, festeggerete sabato. Questa tipologia di uomo sarebbe in grado di rispondere ad un messaggio dell'amico pirla, con tanto di risatina, nel bel mezzo di un giro di lenzuola. E' quello che quando hai un problema e lo trovi concentrato per quei tre minuti ne approfitti parlandogliene, ma se chiama Ginetto per il pokerino del lunedì sera sei fregata. Insomma, più che un fidanzato ti sei guadagnata una barcata di figli adolescenti.
Ordunque, qui ci sono praticamente tutti gli uomini che avete incontrato nella vostra vita, me lo sento. Alcune volte pizzicano caratteristiche qua e là dalle diverse categorie, ma sempre loro sono.
Adorabili.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Visualizzazione post con etichetta Uomini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Uomini. Mostra tutti i post
Saldami.
No, non è una nuova versione di "Compramiiii, io sono in venditaaa" ma è semplicemente l'inizio del sospirato periodo di saldi. Donne di tutto il mondo, unitevi: a suon di gomitate, ascelle pezzate e code per i camerini.
Sono queste le cose che ci rendono uguali, da Sondrio a Reggio Calabria. Che poi, diciamocelo, la maggior parte di noi compra cose non in saldo, perchè quelle in saldo di solito fanno cagarissimo perchè è rimasto solo il top color vomito e il pantalone con fantasia di pan di stelle.
Ma, che ve lo dico a fà, allo scattare dell'ora x, volenti o nolenti, ci ritroviamo perse nel marasma dei saldi. Oltre ai negozietti piccoli, fidati, dove si può trovare l'occasione della vita, le mete più ambite sono loro: H&M, Zara, Bershka. Dove lo stordimento è direttamente proporzionale alla grandezza del negozio. Le versioni del negozio possono essere due, in questo periodo. Una è aria condizionata munita, di solito con un'escursione termica di 25 gradi. Fuori equatore e dentro polo nord. Che torni a casa con l'affare della vita e due tonsille così. L'altra è invece non munita di refrigeramento, e la temperatura tende a superare quella esterna di tre o quattro gradi. Volete mettere i respiri affannati di decine di donne scalmanate e le loro ascelle messe insieme? Quindi a questo punto meglio andare sul sicuro con la prima versione.
Poi, c'è la versione di donna: quella che parte di casa con l'animo pacifico, placido come quella di una mucca che rumina nel prato, con l'idea di rassegnazione universale: non troverò mai nulla ma un giro per dare una svolta alla giornata lo faccio comunque. La si riconosce facilmente: vaga tra gli scaffali trascinando i piedi, dando manate svogliate ai capi, roteando gli occhi e sbuffando vistosamente. Questa è la versione meno pericolosa, il tempo di permanenza in un negozio va dai 10 secondi ai 5 minuti. Chi bisogna invece temere è la versione invasata del saldami-lifestyle: chi, con puntualità feroce, si ritrova davanti al negozio, la scarpa comoda, la canottiera stretch da combattimento e la tracolla, si guadagna la pole position. Sgomita, sorpassa, ruba. Sarebbe capace di strappare un top di lurex anche ad una bambina di sei anni. Calcola impietosamente gli sconti, i 3x2, le promozioni ed è il tipo di donna che entra in camerino con 40 capi e ne riemerge dopo tre o quattro ore, che tu inizi a pensare che sia un highlander.
Ma il bello, donne, il bello è lo shopping con l'Uomo. Che il saldami-pensiero non lo vede nemmeno col binocolo. L'uomo, in quanto essere semplice (vi giuro, non c'è essere più semplice, nemmeno quelli monocellulari. ) non concepisce la corsa all'ultimo minuto per rubare la zeppa leopardata alla milf di turno. Non concepisce la soddisfazione di aver trovato il vestito della vita scontato del 60%. Non comprendendo il punto focale, compra solo a prezzo pieno, quando il negozio è vuoto e possibilmente senza nessuna commessa che stia lì a mettergli pressione. Compra mediamente due o tre volte all'anno, solo perchè a dicembre si è reso conto che il maglione preferito è talmente liso sul gomito che si confonde con l'hobo vicino a Stazione Centrale. Prova mille maglioni, per trovare quello adatto, ti straccia l'anima perchè nessuno mai al mondo andrà bene, l'operazione di acquisto dura da due tre giorni ad una settimana intera, e alla fine tu vorresti contattare lo stilista in persona per mettere fine a questa sofferenza, mentre lui ne compra finalmente uno, minacciato da te di morte, ma non molto convinto. Fine. Insomma, anche se in una settimana di inferno, l'acquisto dell'Uomo si conclude. E per mesi si può vivere in pace. Almeno finchè non arrivano i saldi.
E lo si trascina da Zara.
Ecco, l'Uomo medio si immagina il momento esatto dopo la morte come un'enorme Zara nel periodo dei saldi estivi. Un infinito susseguirsi di commesse, camerini, ascelle, gridolini di approvazione e paillettes. Quindi immaginatevi la sua felicità alla vostra domanda: "Amore, mi accompagni a fare un giro nei saldi?" Roba che nemmeno i cani quando c'è un temporale, che vanno a nascondersi tremanti sotto il letto. Alcuni, stremati, dicono di sì. L'Uomo medio durante il saldo lo riconosci subito: vaga senza meta, l'occhio vuoto da condannato a morte che sa cosa lo aspetta, la maglietta un pò pezzata, il passo strascicato. Segue la compagna a pochi passi di distanza, ma poi si distrae un attimo e si perde. E allora comincia a rigirarsi a destra e a manca, boccheggiando, indeciso se fuggire o mettersi a piangere in un angolo. Se riesce a rimanere al passo funge da appendiabiti, perchè noi gli molliamo in mano tutto quello che abbiamo intenzione di provare. Nell'ordine: un paio di infradito, una zeppa blu cobalto, un tubino, due o tre giacchettini, tre costumi, un paio di pantaloni, una canottiera ma in tre taglie, un blazer ( attento non stropicciarlo ) e un vestito da spiaggia. Tocca poi alla coda dal camerino. Che ancora ancora, ricorda quella della posta, che in quel momento è anche allettante. Ma il momento clou è la prova: perchè bisogna avere anche un minimo di reattività, altrimenti NOI, noi rompi cazzo, non siamo soddisfatte. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica, sempre e comunque "Sei stupenda, compralo. Urla di essere indossato da te. E' uno spreco lasciarlo qui" Cioè praticamente un amico gay. Ma in mancanza, supponiamo che il compagno possa svolgere la stessa mansione. Errore madornale. Il compagno può, nell'ordine: annuire muto, annuire producendo un "uhm mmm" indistinto, dirti "carino", azzardare un "insomma, ne hai diecimila.." oppure ucciderti con un "ti segna un pò lì " (mi è capitato, lo giuro). Alchè tu compri tutto lo stesso, ma hai ancora quel piccolo fastidio di non aver avuto nessuno che ti dicesse "Sei splendida, la regina del camerino. Superba", e torni a casa con i sacchetti pieni ma l'amor proprio un pò spiegazzato.
Donne, ascoltatemi, lasciate a casa i compagni e trovatevi un Enzo Miccio. Vedrete come cambia la musica.
Sono queste le cose che ci rendono uguali, da Sondrio a Reggio Calabria. Che poi, diciamocelo, la maggior parte di noi compra cose non in saldo, perchè quelle in saldo di solito fanno cagarissimo perchè è rimasto solo il top color vomito e il pantalone con fantasia di pan di stelle.
Ma, che ve lo dico a fà, allo scattare dell'ora x, volenti o nolenti, ci ritroviamo perse nel marasma dei saldi. Oltre ai negozietti piccoli, fidati, dove si può trovare l'occasione della vita, le mete più ambite sono loro: H&M, Zara, Bershka. Dove lo stordimento è direttamente proporzionale alla grandezza del negozio. Le versioni del negozio possono essere due, in questo periodo. Una è aria condizionata munita, di solito con un'escursione termica di 25 gradi. Fuori equatore e dentro polo nord. Che torni a casa con l'affare della vita e due tonsille così. L'altra è invece non munita di refrigeramento, e la temperatura tende a superare quella esterna di tre o quattro gradi. Volete mettere i respiri affannati di decine di donne scalmanate e le loro ascelle messe insieme? Quindi a questo punto meglio andare sul sicuro con la prima versione.
Poi, c'è la versione di donna: quella che parte di casa con l'animo pacifico, placido come quella di una mucca che rumina nel prato, con l'idea di rassegnazione universale: non troverò mai nulla ma un giro per dare una svolta alla giornata lo faccio comunque. La si riconosce facilmente: vaga tra gli scaffali trascinando i piedi, dando manate svogliate ai capi, roteando gli occhi e sbuffando vistosamente. Questa è la versione meno pericolosa, il tempo di permanenza in un negozio va dai 10 secondi ai 5 minuti. Chi bisogna invece temere è la versione invasata del saldami-lifestyle: chi, con puntualità feroce, si ritrova davanti al negozio, la scarpa comoda, la canottiera stretch da combattimento e la tracolla, si guadagna la pole position. Sgomita, sorpassa, ruba. Sarebbe capace di strappare un top di lurex anche ad una bambina di sei anni. Calcola impietosamente gli sconti, i 3x2, le promozioni ed è il tipo di donna che entra in camerino con 40 capi e ne riemerge dopo tre o quattro ore, che tu inizi a pensare che sia un highlander.
Ma il bello, donne, il bello è lo shopping con l'Uomo. Che il saldami-pensiero non lo vede nemmeno col binocolo. L'uomo, in quanto essere semplice (vi giuro, non c'è essere più semplice, nemmeno quelli monocellulari. ) non concepisce la corsa all'ultimo minuto per rubare la zeppa leopardata alla milf di turno. Non concepisce la soddisfazione di aver trovato il vestito della vita scontato del 60%. Non comprendendo il punto focale, compra solo a prezzo pieno, quando il negozio è vuoto e possibilmente senza nessuna commessa che stia lì a mettergli pressione. Compra mediamente due o tre volte all'anno, solo perchè a dicembre si è reso conto che il maglione preferito è talmente liso sul gomito che si confonde con l'hobo vicino a Stazione Centrale. Prova mille maglioni, per trovare quello adatto, ti straccia l'anima perchè nessuno mai al mondo andrà bene, l'operazione di acquisto dura da due tre giorni ad una settimana intera, e alla fine tu vorresti contattare lo stilista in persona per mettere fine a questa sofferenza, mentre lui ne compra finalmente uno, minacciato da te di morte, ma non molto convinto. Fine. Insomma, anche se in una settimana di inferno, l'acquisto dell'Uomo si conclude. E per mesi si può vivere in pace. Almeno finchè non arrivano i saldi.
E lo si trascina da Zara.
Ecco, l'Uomo medio si immagina il momento esatto dopo la morte come un'enorme Zara nel periodo dei saldi estivi. Un infinito susseguirsi di commesse, camerini, ascelle, gridolini di approvazione e paillettes. Quindi immaginatevi la sua felicità alla vostra domanda: "Amore, mi accompagni a fare un giro nei saldi?" Roba che nemmeno i cani quando c'è un temporale, che vanno a nascondersi tremanti sotto il letto. Alcuni, stremati, dicono di sì. L'Uomo medio durante il saldo lo riconosci subito: vaga senza meta, l'occhio vuoto da condannato a morte che sa cosa lo aspetta, la maglietta un pò pezzata, il passo strascicato. Segue la compagna a pochi passi di distanza, ma poi si distrae un attimo e si perde. E allora comincia a rigirarsi a destra e a manca, boccheggiando, indeciso se fuggire o mettersi a piangere in un angolo. Se riesce a rimanere al passo funge da appendiabiti, perchè noi gli molliamo in mano tutto quello che abbiamo intenzione di provare. Nell'ordine: un paio di infradito, una zeppa blu cobalto, un tubino, due o tre giacchettini, tre costumi, un paio di pantaloni, una canottiera ma in tre taglie, un blazer ( attento non stropicciarlo ) e un vestito da spiaggia. Tocca poi alla coda dal camerino. Che ancora ancora, ricorda quella della posta, che in quel momento è anche allettante. Ma il momento clou è la prova: perchè bisogna avere anche un minimo di reattività, altrimenti NOI, noi rompi cazzo, non siamo soddisfatte. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica, sempre e comunque "Sei stupenda, compralo. Urla di essere indossato da te. E' uno spreco lasciarlo qui" Cioè praticamente un amico gay. Ma in mancanza, supponiamo che il compagno possa svolgere la stessa mansione. Errore madornale. Il compagno può, nell'ordine: annuire muto, annuire producendo un "uhm mmm" indistinto, dirti "carino", azzardare un "insomma, ne hai diecimila.." oppure ucciderti con un "ti segna un pò lì " (mi è capitato, lo giuro). Alchè tu compri tutto lo stesso, ma hai ancora quel piccolo fastidio di non aver avuto nessuno che ti dicesse "Sei splendida, la regina del camerino. Superba", e torni a casa con i sacchetti pieni ma l'amor proprio un pò spiegazzato.
Donne, ascoltatemi, lasciate a casa i compagni e trovatevi un Enzo Miccio. Vedrete come cambia la musica.
Uomini che amano le donne
Partendo dal presupposto che ne ho sentite talmente tante che - giuro - potrei scriverci un best seller, gli uomini riescono sempre a sorprendermi. Passano da spietati sciupafemmine a teneri cuccioli abbandonati con l'occhi piegati all'ingiù. Che la delicata alchimia uomo-donna sia oggetto di misteri, indagini e ricerche dalla notte dei tempi è ormai chiaro e non sono certo io a spiegarlo, ma non riesco a farmi una ragione di una serie di avvenimenti a catena a cui mi capita spesso di assistere.
Dunque, è doverosa una sorta di classificazione dell'uomo-tipo, che nonostante rigidi criteri, potrà comunque essere un misto tra due o più categorie.
L'APPOGGIATORE
Non ditemi che non l'avete mai incontrato. Ho un amico che praticamente fa quello, di lavoro. Proprio non conoscete la categoria? Va bene, allora ve lo spiego. L'appoggiatore è una tipologia di uomo scaltro come un furetto (?) che in occasioni in cui la luce è soffusa o in ambienti molto affollati, con la nonchalance di un elefante e lo sguardo bovino si avvicina e ve lo appoggia. Si. Il luogo prediletto è la discoteca, luogo di ritrovo di sedicenni come di quarantenni ancora con la voglia di accalappiare qualche ragazzina. Insomma, passo felpato, tu senti una certa presenza oscura al di sopra di te e avanzi di qualche passo, ma lui per nulla intimidito insiste finchè con un abile movimento di anca dondola esattamente a mezzo millimetro dal tuo sedere. La cosa che davvero ora mi domando è: ma con qualcuna mai, ha funzionato? La conseguente questione è: ma a voi uomini, sembra davvero così arrapante? A noi sembra di avere la mano morta sul sedere in autobus. O il maniaco che dopo qualche minuto si apre l'impermeabile.
IL TOMBEUR DE FEMME
Di solito ha già passato i vent'anni da un pezzo, ma insiste sul fatto che lui di storie serie non ne vuole avere. Il libertino per eccellenza, ride e scherza additando povere coppiette ignare, lui mai si incatenerebbe così ad una misera donna. E' il Don Giovanni della situazione, quello in cui appena si sente parlare di un argomento che NON è: birra, pub, aperitivo sulla spiaggia, infradito e cinemino una volta al mese, fugge a gambe levate. Insomma, quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso. Lui è il cuore di pietra, che mai ci casca, che il sentimento è un'invenzione cinematografica. La parola con cui potresti descriverlo è "scialla". Nel gergo giovanile. Che tradotto in italiano corrente significa: appena devo mettermi in gioco, me la faccio sotto.
THE PUPPY
Ovvero: il cucciolo di cui sopra. Lui non cerca una compagna, una friend-with-benefits ogni tanto, una con cui leccare un cono gelato in riva al mare o da portare al cinema. Lui vuole la donna della vita. Ha vent'anni, ma vuole una storia d'amore come quella di Cenerentola, compresa di happy ending. Si immagina già con il capello brizzolato ad aiutarla a fare l'uncinetto, a posare la dentiera sul comodino la sera e a fare pranzi di famiglia la domenica. Si strugge, l'amore per lui dev'essere con la A maiuscola, pieno di per sempre e di lucchetti che anche Moccia avrebbe un conato. Spesso il puppy cade nella categoria qui sotto, ovvero..
LO ZERBINO
Detto Zerbi per gli amici, esiste sì, anche in versione maschile. Donne zerbino se ne vedono assai in giro, ma se guardiamo attentamente, di uomini Zerbi ne è pieno il mondo. Variante della categoria Puppy, lui non è solo un cucciolo sperduto in cerca d'amore, ma crescendo impara anche a portarti le pantofole e il giornale. E' sempre pronto a correrti intorno scodinzolando. Si chiede in continuazione come può rendersi utile, e di solito tu, la tu della situazione, te ne approfitti. Per un semplice gioco di logica. Se posso avere quello che voglio senza dover chiedere nè dare nulla in cambio, perchè non approfittarmene?
Quindi, te ne approfitti. Lo porti al club del libro, da Zara con una montagna di giacchettini in mano da farti provare, a prendere il gelato quando hai il ciclo e sei di cattivo umore. Lo lasci a casa con una ciotola di croccantini quando invece vuoi andare a ballare. E lui ci sta, attendendo il tuo ritorno per scodinzolare di nuovo.
L'INSEPARABILE
No, non da te. Dai suoi amici. Non ditemi che non è mai successo. Magari galoppano allegramente verso i quaranta, ma il giovedì sera è calcetto fisso, il venerdi sera è la serata playstation e rutto libero, il mercoledì e la domenica c'è la partita. Se poi mercoledì è il tuo compleanno, sei proprio sfigatissssima. Festeggerete giov..ah no, forse ven.. vabbè insomma, festeggerete sabato. Questa tipologia di uomo sarebbe in grado di rispondere ad un messaggio dell'amico pirla, con tanto di risatina, nel bel mezzo di un giro di lenzuola. E' quello che quando hai un problema e lo trovi concentrato per quei tre minuti ne approfitti parlandogliene, ma se chiama Ginetto per il pokerino del lunedì sera sei fregata. Insomma, più che un fidanzato ti sei guadagnata una barcata di figli adolescenti.
Ordunque, qui ci sono praticamente tutti gli uomini che avete incontrato nella vostra vita, me lo sento. Alcune volte pizzicano caratteristiche qua e là dalle diverse categorie, ma sempre loro sono.
Adorabili.
Dunque, è doverosa una sorta di classificazione dell'uomo-tipo, che nonostante rigidi criteri, potrà comunque essere un misto tra due o più categorie.
L'APPOGGIATORE
Non ditemi che non l'avete mai incontrato. Ho un amico che praticamente fa quello, di lavoro. Proprio non conoscete la categoria? Va bene, allora ve lo spiego. L'appoggiatore è una tipologia di uomo scaltro come un furetto (?) che in occasioni in cui la luce è soffusa o in ambienti molto affollati, con la nonchalance di un elefante e lo sguardo bovino si avvicina e ve lo appoggia. Si. Il luogo prediletto è la discoteca, luogo di ritrovo di sedicenni come di quarantenni ancora con la voglia di accalappiare qualche ragazzina. Insomma, passo felpato, tu senti una certa presenza oscura al di sopra di te e avanzi di qualche passo, ma lui per nulla intimidito insiste finchè con un abile movimento di anca dondola esattamente a mezzo millimetro dal tuo sedere. La cosa che davvero ora mi domando è: ma con qualcuna mai, ha funzionato? La conseguente questione è: ma a voi uomini, sembra davvero così arrapante? A noi sembra di avere la mano morta sul sedere in autobus. O il maniaco che dopo qualche minuto si apre l'impermeabile.
IL TOMBEUR DE FEMME
Di solito ha già passato i vent'anni da un pezzo, ma insiste sul fatto che lui di storie serie non ne vuole avere. Il libertino per eccellenza, ride e scherza additando povere coppiette ignare, lui mai si incatenerebbe così ad una misera donna. E' il Don Giovanni della situazione, quello in cui appena si sente parlare di un argomento che NON è: birra, pub, aperitivo sulla spiaggia, infradito e cinemino una volta al mese, fugge a gambe levate. Insomma, quando il gioco si fa duro, i duri si chiedono se è il caso. Lui è il cuore di pietra, che mai ci casca, che il sentimento è un'invenzione cinematografica. La parola con cui potresti descriverlo è "scialla". Nel gergo giovanile. Che tradotto in italiano corrente significa: appena devo mettermi in gioco, me la faccio sotto.
THE PUPPY
Ovvero: il cucciolo di cui sopra. Lui non cerca una compagna, una friend-with-benefits ogni tanto, una con cui leccare un cono gelato in riva al mare o da portare al cinema. Lui vuole la donna della vita. Ha vent'anni, ma vuole una storia d'amore come quella di Cenerentola, compresa di happy ending. Si immagina già con il capello brizzolato ad aiutarla a fare l'uncinetto, a posare la dentiera sul comodino la sera e a fare pranzi di famiglia la domenica. Si strugge, l'amore per lui dev'essere con la A maiuscola, pieno di per sempre e di lucchetti che anche Moccia avrebbe un conato. Spesso il puppy cade nella categoria qui sotto, ovvero..
LO ZERBINO
Detto Zerbi per gli amici, esiste sì, anche in versione maschile. Donne zerbino se ne vedono assai in giro, ma se guardiamo attentamente, di uomini Zerbi ne è pieno il mondo. Variante della categoria Puppy, lui non è solo un cucciolo sperduto in cerca d'amore, ma crescendo impara anche a portarti le pantofole e il giornale. E' sempre pronto a correrti intorno scodinzolando. Si chiede in continuazione come può rendersi utile, e di solito tu, la tu della situazione, te ne approfitti. Per un semplice gioco di logica. Se posso avere quello che voglio senza dover chiedere nè dare nulla in cambio, perchè non approfittarmene?
Quindi, te ne approfitti. Lo porti al club del libro, da Zara con una montagna di giacchettini in mano da farti provare, a prendere il gelato quando hai il ciclo e sei di cattivo umore. Lo lasci a casa con una ciotola di croccantini quando invece vuoi andare a ballare. E lui ci sta, attendendo il tuo ritorno per scodinzolare di nuovo.
L'INSEPARABILE
No, non da te. Dai suoi amici. Non ditemi che non è mai successo. Magari galoppano allegramente verso i quaranta, ma il giovedì sera è calcetto fisso, il venerdi sera è la serata playstation e rutto libero, il mercoledì e la domenica c'è la partita. Se poi mercoledì è il tuo compleanno, sei proprio sfigatissssima. Festeggerete giov..ah no, forse ven.. vabbè insomma, festeggerete sabato. Questa tipologia di uomo sarebbe in grado di rispondere ad un messaggio dell'amico pirla, con tanto di risatina, nel bel mezzo di un giro di lenzuola. E' quello che quando hai un problema e lo trovi concentrato per quei tre minuti ne approfitti parlandogliene, ma se chiama Ginetto per il pokerino del lunedì sera sei fregata. Insomma, più che un fidanzato ti sei guadagnata una barcata di figli adolescenti.
Ordunque, qui ci sono praticamente tutti gli uomini che avete incontrato nella vostra vita, me lo sento. Alcune volte pizzicano caratteristiche qua e là dalle diverse categorie, ma sempre loro sono.
Adorabili.
Iscriviti a:
Post (Atom)